Archiviazione dei dati: perché scegliere una soluzione SSD per lo storage aziendale

27.04.2016

Archiviazione dei dati: dall’HDD all’SSD

L’archiviazione dei dati su memoria allo stato solido viene spesso presa in considerazione soprattutto per le alte prestazioni, e le preoccupazioni circa l'affidabilità dell’SSD, fino ad ora considerata il suo tallone d’Achille, potrebbero rivelarsi completamente superate.

 

Crescita dell’SSD: trend di mercato

Il mercato infatti non sembra allarmato da questi timori. Secondo l’ultimo resoconto di IDC, il giro d’affari delle soluzioni di storage tradizionali nel 2015 è sceso del 9,8% rispetto all’anno precedente, passando da 1,7 miliardi di dollari a 1,57 miliardi. I top vendor di mercato sembrano essere in difficoltà, come EMC che, pur restando leader di settore, registra calo di fatturato che sfiora i 20 punti percentuali. Anche IBM (-18,8%), Dell (-13,36%) e NetApp (-5,5%) non sembrano poter sfuggire a questo trend. Stupisce invece HPE, che segna un aumento del 5,6%, piazzandosi ora in seconda posizione.

 

Soluzioni di storage livello enterprise: il dibattito prestazioni vs affidabilità

Il dibattito sull’archiviazione dei dati a stato solido si concentra principalmente sulle prestazioni, ed è perfettamente comprensibile: così come cresce la domanda nel settore IT, allo stesso modo aumentano di pari passo anche le esigenze in termini di prestazioni.

L’interesse per lo storage a stato solido è cresciuto a prescindere dalla forma, che si parli di array all-flash, array ibridi, o anche altri sistemi SSD.

Oltre a evidenti benefici in termini di velocità di scrittura e scrittura del dato, consumo di energia e silenziosità, possono esserci anche benefici per quanto attiene all'affidabilità dei dati.

L’Enterprise Strategy Group (ESG) ha recentemente intervistato 373 decision maker nel campo dello storage su una vasta gamma di argomenti inerenti la tecnologia di storage aziendale. Agli intervistati che già avevano familiarità con la tecnologia di archiviazione dei dati su memoria a stato solido è stato chiesto di indicare il fattore più importante che li ha portati a considerare questa modalità di archiviazione.

Confermando le attese, la prima risposta è stata proprio quella a sostegno dei vantaggi in termini prestazionali, ma la seconda indicazione, meno attesa, ha sottolineato l’alta affidabilità dello storage a stato solido.

Sembra logico infatti che un minor numero di parti in movimento si traduca in una riduzione dei rischi in termini di affidabilità (e una rapida occhiata a schede tecniche e statistiche per confrontare il tempo medio tra guasti per SSD e Hard Disk Drive (HDD) non mostra grandi differenze).

 

Il trade-off tra prezzo e resistenza

Un altro importante elemento da considerare è il trade-off tra prezzo e resistenza. Il fatto che le organizzazioni si stiano muovendo verso l’archiviazione dei dati allo stato solido per via dei livelli di affidabilità più elevati, può essere ancora più significativo se si considera che il settore è attualmente impegnato a per far scendere il prezzo dell’SSD, implementando configurazioni che talvolta ne riducono la resistenza per realizzare determinati livelli di saving.

Queste implementazioni variano infatti dalle più resistenti tecnologie SLC flash a quelle MLC o TLC, e quindi il costo relativo di memorizzazione dei dati si riduce nel momento in cui aumenta la densità di memorizzazione di una singola cella. Ovviamente, se il livello di densità aumenta, la quantità di cicli di scrittura e cancellazione che una singola cella può sopportare diminuisce.

 

Tempi di recovery, surriscaldamento, crash: altri vantaggi di uno storage su SSD

Un altro elemento rilevante è che quando i processi di archiviazione su SSD o HDD non riescono, i dati devono essere ricreati in un luogo separato. In questo caso, le prestazioni dello storage allo stato solido accelerano notevolmente il processo di recovery. Quindi, anche nei casi in cui l’archiviazione dei dati a stato solido e su dischi rigidi presentino gli stessi tassi di fallimento, la quantità di tempo di inattività sarà notevolmente ridotto con l’SSD.

Inoltre, i dischi rigidi sono sensibili a una serie di problemi meccanici imprevedibili, come graffi o crash, in aggiunta ai guasti dovuti al surriscaldamento e alla polvere. Lo storage allo stato solido invece non è esposto a guasti meccanici e può sopravvivere a temperature più alte.

 

Lo storage SSD come scelta strategica di archiviazione dei dati

Una soluzione di storage basata su SSD offre numerose funzionalità che aiutano a ridurre i rischi di memorizzazione dei dati aumentando notevolmente le prestazioni, e sembra che le aziende lo abbiano capito.

Nell’area Emea le soluzioni di tipo flash hanno registrato nel corso del 2015 un ottimo sviluppo e in particolare le soluzioni all flash si attestano e superano ormai la soglia del 50% del valore complessivo dello storage. A livello globale, sempre secondo IDC, la tecnologia all flash registra un tasso di crescita annuo che va oltre al 60%, sottolineando come sia quella la chiara direzione da perseguire per raggiungere maggiori prestazioni e sicurezza del dato, aumentando così la produttività dell’organizzazione.