vSphere VS Hyper-V: quale Hypervisor scegliere nel 2017?

23.03.2017

In quanto professionista nel settore IT da qualche anno, ho apprezzato fin dall’inizio le potenzialità, la flessibilità e la facilità di gestione delle infrastrutture virtualizzate. Poter disaccoppiare la componente hardware (CPU/RAM/rete) dal sistema operativo e dalle applicazioni è stato il primo passo verso una migliore distribuzione delle risorse, ma anche se non soprattutto la chiave per poter far crescere i servizi in modo esponenziale.

 

Diverse fasce di Hypervisor

La mia esperienza in questo campo è “nata” nel 2005 quando VMware distribuiva vSphere ESX versione 2.5 e si apprestava a distribuire l’innovativa versione ESXi 3.0 (senza la precedente service console, ma con la possibilità di erogare più risorse ai sistemi operativi “guest”). Quest’ultima modalità è poi diventata lo standard per l’hypervisor del brand di PaloAlto, ancora oggi punto di riferimento per la virtualizzazione in ambito Enterprise, con funzionalità fortemente orientate al Software Defined Data Center (SDDC).

 

vSphere vs Hyper
 

L’Hypervisor per la PMI italiana

Già, ma se in realtà non avessi necessità “Enterprise” da soddisfare, come la virtualizzazione dello storage se non addirittura del network? Per rispondere a queste necessità più elementari VMware ha creato modalità di licenziamento e funzionalità ridotte adeguate appunto ad installazioni con un massimo di 3 host a loro volta dotati al massimo di 2 CPU (socket) ognuno. Con l’attuale potenza di calcolo delle CPU e la quantità di RAM installabile su un singolo host pari o superiore a 1TB, si può ben comprendere che questo tipo di soluzione possa essere ottimale per una larga parte delle PMI Italiane.

E la concorrenza? Microsoft si è presentata sul mercato per la prima volta con Microsoft Windows Server 2008 e per la mia (piccola) esperienza non si è trattato di un ottimo prodotto: poco stabile, poco performante, poco scalabile rispetto al concorrente. Alcuni vantaggi però erano già presenti: interfaccia utente “nota” e quindi più immediata per chi ancora non aveva approcciato la virtualizzazione, licenziamento che consentiva la creazione e l’utilizzo di 2, 4 o infinite VM a seconda della versione acquistata (Standard, Enterprise, Datacenter) e la possibilità di creare Failover Cluster dove “l’applicazione” è la singola VM.

 

 

VMware vSphere vs Microsoft Hyper-V

Facciamo però un salto all’oggi, in cui Hyper-V versione 2016 è senz’altro diventata un’alternativa valida a vSphere 6.5: Microsoft Hyper-V è oggi stabile, performante e completa.

Nel corso degli anni sono infatti cambiate molte cose e ho sentito sempre più spesso commenti legati al costo di VMware ritenuto troppo oneroso rispetto ad Hyper-V, chiedendosi perché dover spendere diverse migliaia di Euro per l’hypervisor, considerato che con Microsoft Windows Server 2016 è già compreso nel costo delle licenze e che queste andrebbero comunque acquistate per poter installare i servizi Windows-based.

Molti responsabili IT con cui mi sono confrontato sono consapevoli che Hyper-V offre quasi le stesse caratteristiche di vSphere e, se qualcosa manca, nella maggior parte dei casi non è considerato abbastanza importante da giustificarne il costo aggiuntivo. Un esempio che può aiutare a capire: la possibilità di aggiungere a caldo CPU virtuale, caratteristica che non è presente in Hyper-V, è una funzionalità non essenziale, non è richiesta per la maggior parte delle installazioni, quindi perché pagare per averla?

 

 

 

Storage Software-Defined, Software-Defined Networking, soluzioni in cloud

Un altro argomento che oggi favorisce l’adozione di Hyper-V è l'ecosistema. Nel 2017 affrontare il tema della virtualizzazione non significa soltanto dotarsi di un hypervisor affidabile e performante: si pensa all’infrastruttura in termini di Storage Software-Defined e Software-Defined Networking. Occorre poi individuare un provider di servizi Cloud affidabile, per realizzare quanto meno un cloud ibrido, e di conseguenza adottare soluzioni per gestire in modo semplice (se possibile) ed efficace tutti i processi di automazione, monitoraggio, analisi e backup.

Microsoft ha una risposta per ciascuna di queste richieste con System Center, Microsoft Azure (Azure Stack a breve) e Windows Server 2016. Se si guarda in modo lungimirante a questi aspetti Microsoft ha uno degli ecosistemi più forti e consolidati, ed è in  grado di fornire già oggi tutti questi servizi. VMware in confronto deve collaborare con terze parti, come ad esempio Amazon per fornire la parte Public Cloud.

Naturalmente Hyper-V è tutt’altro che "perfetto", così come non lo è vSphere. Entrambi hanno punti di forza e punti di debolezza. A mio avviso una debolezza ancora oggi presente su Hyper-V è che per gestirla possono essere necessarie più console (Hyper-V Manager, Failover Cluster Manager, System Center Virtual Machine Manager) la cui interfaccia grafica può essere senz’altro migliorata. Se penso però ad una nuova infrastruttura che sia affidabile, scalabile, integrata con i servizi “cloud”, la prima che mi viene in mente non è comunque vSphere!

 

 

Giovanni Golinelli NETMIND 

Articolo curato da Giovanni Golinelli
 
Storage & Data Protection Specialist @ NETMIND